IT EN
54

Tema

Disciplina

Dalle lettere di Stefano De Cubellis

La disciplina non e' motivazione. E' fare cio' che devi fare quando non hai voglia di farlo. 54 esplora il potere della costanza silenziosa.

Dalla Lettera 02 — Scegliere chi essere

Il danno e' temporaneo. La fiducia e' permanente. Ma solo se la costruisci ogni giorno. Non con l'ego. Con la preparazione. Con la ripetizione. Con il rifiuto di vedere i fallimenti come sconfitte.

Non e' meditazione. Non e' un mantra. E' una decisione. Deliberata. Ogni giorno.

Leggi la lettera completa →

Dalla Lettera 03 — Il prezzo che nessuno vuole pagare

La regola è semplice: se due strade sembrano equivalersi, scegli sempre quella che richiede fatica nel breve termine.

Il cervello non lo capisce. Il cervello vede solo oggi. Vede solo il dolore immediato da evitare. Non vede che quel dolore rimandato ti cambia il corpo, ti rende acido, ti tiene col broncio a ripetere "a me non accade mai nulla di fortunato."

Non esiste. Scegliere è sempre difficile. Ma diventa più facile solo quando prendi l'abitudine di scegliere.

Leggi la lettera completa →

Dalla Lettera 04 — Settimana 4 di 54 — La felicità è un'abitudine

Settimana 4 di 54 — La felicità è un'abitudine

La felicità non è un traguardo. È un'abitudine.

Sembra ridicolo, ma è stato lì che ho capito una cosa fondamentale: i miei pensieri non erano miei. Erano reazioni automatiche. Risposte programmate. Schemi che si ripetevano senza che io li avessi mai scelti.

Leggi la lettera completa →

Dalla Lettera 06 — Settimana 6 di 54 — La mente scimmia

Un familiare che ti ha convinto ripetendoti sempre la stessa cosa, e tu hai finito per crederci.

Alla fine uscire dalla mente scimmia — anche se ogni tanto continua ad urlare, lo ammetto — è una lotta da combattere ogni giorno.

E vuoi che non inizi davvero ad essere felice ogni giorno, e quella felicità non ti porti a vivere la vita che vuoi vivere?

Leggi la lettera completa →

Dalla Lettera 07 — Settimana 7 di 54 — L'arte di definire i propri confini

Quali azioni e comportamenti vuoi dimostrare ogni giorno a te stesso?

Leggi la lettera completa →

Dalla Lettera 08 — Settimana 8 di 54 — Quelli che non scendono dalla montagna

Una strada. Qualche casa. Una donna che cucina fuori, su una pentola annerita, con un gesto che ripete da non so quante volte.

Leggi la lettera completa →

Dalla Lettera 09 — Settimana 9 di 54 — La musica che teniamo dentro

Si fermano perché disinstallare è più faticoso che installare. Si fermano perché intanto la vita continua. Si fermano perché a quarant'anni hai un mutuo, una famiglia, una routine, e il prezzo di rifare tutto è diventato troppo alto.

Leggi la lettera completa →

Dalla Lettera 11 — Settimana 11 di 54 — Il semaforo

Poi arrivava sempre lui. Il tizio. Uno qualunque — cuffiette nelle orecchie, zaino in spalla, lo sguardo di chi ha cose più importanti di un semaforo. Arrivava, manco rallentava, e attraversava col rosso come se la regola, per lui, non fosse mai stata scritta.

Perché quando vivi con la fame di crescere, di migliorare ogni giorno, un altro semaforo davanti lo costruirai sempre. Ne attraversi uno e davanti te ne spunta un altro, più largo, con più traffico. Sempre.

Leggi la lettera completa →

Dalla Lettera 12 — Settimana 12 di 54 — La testa sul cuscino

E invece no. Ti dico una cosa che ho capito sul serio, non per fare il guru: quei libri non valgono per come sono scritti. Valgono per una cosa sola — se prendi UN concetto, uno solo, e lo applichi davvero a un caso preciso della tua vita, quello è tutta l'essenza della crescita. Non il libro. Quello che ci fai col libro. E nel mio caso, qualcuno di quei concetti la vita me l'ha cambiata per davvero. Per questo li consiglio. Non per leggerli bene — per svegliarti la mattina un po' più carico, e per diventare, giorno dopo giorno, un po' più disciplinato.

Questa è la cosa che nessuno ti dice quando parla di "alzare gli standard". Te la fanno sembrare una questione di motivazione, di svegliarti carico, di vibrazione giusta. Cazzate. La motivazione è un ospite: viene quando le pare e se ne va quando le pare. Quello che resta, quando lei non c'è, è la disciplina. Il campione non è quello più motivato. È quello che si presenta anche da smotivato.

E qui ti devo essere onesto, sennò divento pure io uno di quei video. Non è che io mi svegli ogni mattina e sia un campione. Ci sono notti in cui il Kindle non lo apro per niente: scrollo come tutti, mi sento una merda, mi addormento tardi e incazzato. La disciplina non è non cadere mai. È tornare. È che la mattina dopo riapri il libro lo stesso.

Leggi la lettera completa →

Dalla Lettera 13 — Settimana 13 di 54 — La punizione

Ti dicono che la disciplina è una punizione. Una pena che sconti adesso per un premio che arriverà dopo. "Stringi i denti che il momento per riposarti arriverà."

Leggi la lettera completa →

Dalla Lettera 14 — Settimana 14 di 54 — Sliding Doors

Dieci minuti, una volta, non sono niente. Ma un'abitudine non te la fa pagare una volta. Te la fa pagare ogni giorno, per anni, in una moneta che non vedi: le cose che non noti, le persone che non guardi davvero, la versione di te che non diventi perché eri di fretta.

Poi mi sono zittito. Perché fare le cose di fretta, non controllare, non guardare due volte, non fare quel piccolo pezzo in più che ti toglierebbe il dubbio, andare un po' più deep nelle cose, quella non è roba di mio fratello. Quella è roba mia. È la stessa identica abitudine che ho addosso. L'ho solo vista da fuori, per una sera, dal sedile di fianco.

La verità fastidiosa è che la maggior parte delle vite che non viviamo ce le togliamo da soli. Non con le grandi scelte drammatiche, con quelle piccoline. Perché dietro ogni risultato, si nasconde un comportamento, un'abitudine che ti impedisce di essere chi vuoi.

Leggi la lettera completa →

Dalla Lettera 15 — Settimana 15 di 54 — La valigia

Prendi e vai. Me lo ripetei anche quella volta. E andai.

Leggi la lettera completa →

Dalla Lettera 16 — Settimana 16 di 54 — Il pilota automatico

Quel buchino è un ponte. Su una riva c'è chi sei adesso. Sull'altra chi vuoi essere. E qui arriva la parte che mi ha steso: se il tuo corpo non si fida che quel ponte regga, non ti ci fa passare. Punto. Non con un pensiero nuovo, non con la buona volontà, non con la disciplina, non con l'ennesimo proposito scritto bene. Se il corpo non si sente al sicuro, resti di qua. E ti tiene di qua con la forza.

Te ne avevo già parlato, una volta, dell'alcol, delle notti che non finivano, delle diete iniziate e mollate — la mente scimmia che salta da una cosa all'altra. È la stessa bestia. Il copione lo conosco a memoria: esci, spendi, bevi, fai tardi, e ti rovini la giornata dopo; la routine che stavi costruendo si sbriciola in una sera. Me lo scrivo da anni. E da anni lo rifaccio uguale.

Leggi la lettera completa →

Dalla Lettera 17 — Settimana 17 di 54 — Il lavaggio del cervello

Questa settimana sono stato a Mykonos. Prima ancora Barcellona. Giorni di festa, di quelli che ti distruggono la routine, ti spostano gli orari, ti trascinano via da dove eri arrivato con fatica. Piacevoli, sì. Ma mi hanno buttato di nuovo fuori strada.

Nessuno di noi ha scelto i genitori che gli sono capitati. Nessuno ha scelto in che paese nascere, che scuola fare, che frasi sentirsi ripetere a tavola per vent'anni. "I sogni restano nel cassetto." "Accontentati." "Uno come noi certe cose non le può fare." Quelle frasi lì non te le sei scelte tu, hanno cominciato ad inculcartele quando eri troppo piccolo per difenderti. E a furia di sentirle, ci hai creduto. Sono diventate la tua voce.

Rileggila piano. "Scelgo di non scegliere." Io, quello che a cena spiega alla zia che è lui a decidere della propria vita, è lo stesso che di notte confessa che per la maggior parte del tempo la penna la molla. Lascio che a scrivere torni il vecchio programma. Questa settimana, guarda caso, ero a Mykonos a farmi scardinare la routine che avevo costruito con mesi di fatica. Non me l'ha imposto nessuno. Ho scelto di non scegliere. Di nuovo.

Leggi la lettera completa →

Dalla Lettera 19 — Settimana 19 di 54 — Uno spettacolo senza pubblico non è uno spettacolo

Non ho una soluzione, lo sai che non le ho mai, e su questa cosa qui sono il primo a fallire ogni giorno. Ho una domanda, e stasera è secca: qual è la cosa tua, quella che sei tu e nessun altro, che finora non hai fatto vedere a nessuno?

Leggi la lettera completa →

Domande Frequenti

Come si costruisce la disciplina?

Non con la motivazione, che va e viene. La disciplina si costruisce con rituali piccoli e non negoziabili. Ogni giorno, senza eccezioni.

Disciplina o talento: cosa conta di piu'?

La disciplina batte il talento quando il talento non ha disciplina. Sempre.

Come mantenere la disciplina nel tempo?

Smetti di pensarla come un sacrificio. La disciplina e' liberta' — ti libera dal caos delle decisioni improvvisate.

Iscriviti per ricevere la prossima lettera