La paura e' la guardia del corpo del tuo ego. 54 racconta come attraversarla, non aggirarla, per trovare cio' che cerchi dall'altra parte.
Dalla Lettera 01 — Ci risiamo
E non e' ansia ne' paura. E' quella certezza silenziosa di non essere nel posto giusto ovunque tu sia. Che qualunque cosa tu abbia fatto, non e' abbastanza. Che esista una versione di te che non hai ancora raggiunto, e che forse non raggiungerai mai.
Dalla Lettera 02 — Scegliere chi essere
Quella tensione che senti nel petto, quella che non sai come chiamare, quella di cui ho parlato nella prima lettera, non e' stress. Non e' ansia. E' la distanza tra chi sei e chi fingi di essere. E piu' quella distanza cresce, piu' il rumore che produce diventa forte.
C'e' un momento preciso in cui tutto cambia. Non quando capisci cosa non va. Quello lo sai gia'. Cambia quando decidi che il vecchio te non viene piu' con te. Quando lo lasci li', con le sue abitudini, le sue paure, le sue scuse. E inizi a camminare da solo verso qualcuno che non esiste ancora ma che senti gia' dentro. Da quel momento il gioco diventa un altro. Diventa bello. Duro, ma bello. Perche' la fatica ha finalmente un senso. E come tutto cio' che vale, richiede pratica
Dalla Lettera 03 — Il prezzo che nessuno vuole pagare
Il prezzo è l'angoscia. Con gli anni ho imparato ad amarla.
Fino a quando la difficoltà smette di spaventarti e inizia a eccitarti. Perché capisci che dall'altra parte c'è sempre qualcosa che vale di più di quello che stai lasciando.
Chiediti: quale delle due mi fa più paura?
Dalla Lettera 04 — Settimana 4 di 54 — La felicità è un'abitudine
La settimana scorsa ti ho parlato del prezzo che nessuno vuole pagare. Di strade difficili, di interesse composto, di angoscia come investimento.
E quando inizi ad ascoltarti, scopri cose che non ti piacciono. Scopri che la maggior parte dei tuoi pensieri sono paure travestite da ragionamenti. Che le tue emozioni sono risposte automatiche, non scelte. Che la tua infelicità non dipende da quello che ti succede, ma da come lo interpreti.
Ho sempre avuto paura di stare solo. La mia più grande forza è l'indipendenza, ma implica la mia più grande debolezza: lo stare da solo.
Dalla Lettera 06 — Settimana 6 di 54 — La mente scimmia
E lì capisci una cosa che fa quasi paura, di quanto è bella.
Dalla Lettera 08 — Settimana 8 di 54 — Quelli che non scendono dalla montagna
Forse non l'ho perso per costruire. Forse l'ho perso perché stare fermo mi faceva troppa paura.
Dalla Lettera 09 — Settimana 9 di 54 — La musica che teniamo dentro
C'è una cosa che non si dice mai abbastanza di quella storia, e che il film racconta senza paura.
Mentre noi siamo lì che proviamo a capire chi siamo, le nostre abitudini si stanno costruendo. Le nostre paure si stanno radicando. Il rumore della testa — quella mente scimmia di cui ti ho parlato qualche settimana fa, ti ricordi? — sta diventando più forte, non più debole. I dialoghi interni si scavano dentro come gocce d'acqua sulla pietra. Le storie che ci raccontiamo su di noi si solidificano.
Dalla Lettera 13 — Settimana 13 di 54 — La punizione
▎ Se domani crolla tutto, tutto si ricostruisce. E questa cosa non mi fa paura.