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54

Tema

Irrequietezza

Dalle lettere di Stefano De Cubellis

L'irrequietezza non e' un difetto. E' il segnale che qualcosa dentro di te chiede di cambiare. Le lettere di 54 esplorano quel disagio che precede ogni crescita.

Dalla Lettera 01 — Ci risiamo

Il giorno dopo ero davanti a uno schermo inconsapevole di cosa stessi guardando, ma consapevole che qualcosa iniziava a muoversi.

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Dalla Lettera 03 — Il prezzo che nessuno vuole pagare

Il mio cervello urlava: rimani. È più facile. Hai uno stipendio sicuro. Costruirai la tua cosa con calma, nel tempo libero.

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Dalla Lettera 04 — Settimana 4 di 54 — La felicità è un'abitudine

Niente. Resti fermo. E chiami quella stabilità "normalità."

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Dalla Lettera 06 — Settimana 6 di 54 — La mente scimmia

15 giugno 2024 — "Vivo irrequieto con la voglia di fare tutto e la capacità di fare di più."

Io la chiamo, da quando ho memoria, irrequietezza.

3 agosto 2021 — "Perché c'è questo senso di irrequietezza dentro di me? Perché continuo a cercare qualcosa che nemmeno conosco?"

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Dalla Lettera 08 — Settimana 8 di 54 — Quelli che non scendono dalla montagna

Forse non l'ho perso per costruire. Forse l'ho perso perché stare fermo mi faceva troppa paura.

L'unica cosa che ho capito davvero, in quei dieci minuti, è che il mio cervello non sa stare fermo.

Perché in tutti questi anni ho anche visto persone come quelle del villaggio — fisicamente ferme, intellettualmente ferme, esistenzialmente ferme — e dentro di loro c'era un'altra inquietudine, identica alla mia, solo che non avevano un mezzo per esprimerla, o forse avevano solo trovato un vizio per opprimerla.

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Dalla Lettera 10 — Settimana 10 di 54 — L'uomo sul tetto

Un mese intero. Non quattro giorni, non una settimana, non "passo di qui e poi vediamo". Un mese fermo nello stesso posto, con la stessa porta che apro la mattina, lo stesso bar all'angolo, lo stesso suono che entra dalla finestra alle sette.

Per la prima mezz'ora è solo, lui e il freddo. Poi arrivano gli altri, ma intanto lui ha già cominciato: i colpi sul ferro salgono fino alla mia finestra mentre la città, dietro, si sveglia con calma.

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Dalla Lettera 11 — Settimana 11 di 54 — Il semaforo

Arrivato sul marciapiede di fronte mi è venuto da ridere, perché mi sono ricordato di quante volte sono stato io, fermo a un semaforo a pensare troppo a lungo se attendere il verde o attraversare… finché qualcun altro non mi desse "il via".

La facevo dappertutto. Avevo la decisione già in tasca — chiara, giusta, mia — e restavo fermo ad aspettare che la prendesse prima qualcun altro.

"Io mi sento deciso, spesso mi sento proprio che so quale sia la cosa giusta da fare. Però poi mi blocco, mi fermo… e attendo sempre qualcuno che mi dia l'ok per procedere nella mia direzione."

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Domande Frequenti

Perche' mi sento sempre irrequieto?

L'irrequietezza e' il segnale che la tua vita attuale non corrisponde a chi vuoi diventare. Non e' un problema da risolvere, e' una direzione da seguire.

Come trasformare l'irrequietezza in azione?

Smetti di cercare la calma e inizia a muoverti. L'irrequietezza si trasforma in energia quando le dai una direzione concreta, anche piccola.

L'irrequietezza e' un segno di crescita?

Si'. Chi non e' mai irrequieto ha smesso di crescere. Il disagio e' il prezzo dell'evoluzione personale.

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