La comfort zone e' il posto dove i sogni muoiono lentamente. In 54, Stefano De Cubellis racconta cosa succede quando scegli di uscirne, lettera dopo lettera.
Dalla Lettera 02 — Scegliere chi essere
Mostravo una versione di me costruita per sopravvivere. Un ammasso di abitudini raccolte nel tempo, alcune da bambino quando cercavo attenzione, altre da ragazzo quando cercavo rispetto, altre ancora da adulto quando cercavo di dimostrare che ce la potevo fare.
E a un certo punto quelle abitudini hanno preso il sopravvento e sono diventate me. “Sono fatto cosi'.” “E' la mia natura.” “Io funziono cosi'.”
Se i tuoi pensieri di oggi sono gli stessi di ieri, se le tue abitudini di questa settimana sono le stesse dell'anno scorso, se le tue reazioni sono sempre quelle, cosa resta della tua evoluzione?
Dalla Lettera 03 — Il prezzo che nessuno vuole pagare
La scorsa settimana ti ho parlato di scegliere chi essere. Di comportamenti deliberati. Di nuove abitudini che creano nuova identità.
Non ti ho detto che ogni volta che devi prendere una decisione importante, il tuo cervello ti indicherà sempre la strada sbagliata. Quella che sembra più facile. Quella che rimanda il problema a domani. Quella familiare, che ti accoglie, che ti culla e che ti dice "dai vieni qui, in fondo ci sei già stato comodo sul divano, sai che si sta bene. Vuoi andare per una strada che non conosci? Ma sei pazzo, è pericoloso!"
Ma sapevo che era una bugia. Avevo allenato il mio cervello a comprendere quando si mente da solo. Sapevo che se rimanevo in quella comfort zone non ne sarei mai uscito. Che avrei continuato a costruire il sogno di qualcun altro raccontandomi che stavo costruendo il mio.
Dalla Lettera 04 — Settimana 4 di 54 — La felicità è un'abitudine
Settimana 4 di 54 — La felicità è un'abitudine
La felicità non è un traguardo. È un'abitudine.
E come ogni abitudine, si costruisce un giorno alla volta. Un pensiero alla volta. Una scelta alla volta.
Dalla Lettera 06 — Settimana 6 di 54 — La mente scimmia
Ascoltarla non significa assecondarla. Significa smontarla, pezzo per pezzo. Capire che ogni pensiero ricorrente arriva da qualche parte. Una persona che hai conosciuto. Una ferita che non sapevi di avere. Un'idea che ti hanno consegnato mentre non guardavi.
Un familiare che ti ha convinto ripetendoti sempre la stessa cosa, e tu hai finito per crederci.