La zona di comfort non e' un luogo fisico. E' lo spazio mentale in cui ogni scelta e' prevedibile, ogni giornata identica alla precedente, e il cervello puo' funzionare col pilota automatico. Stefano la descrive come la stanza in cui sai dove sono tutti i mobili — e proprio per questo hai smesso di guardarti intorno. Il problema non e' starci. Il problema e' crederci al sicuro.
Cosa dice Stefano su zona di comfort
Dalla Lettera 03 — Il prezzo che nessuno vuole pagare
Non ti ho detto che ogni volta che devi prendere una decisione importante, il tuo cervello ti indicherà sempre la strada sbagliata. Quella che sembra più facile. Quella che rimanda il problema a domani. Quella familiare, che ti accoglie, che ti culla e che ti dice "dai vieni qui, in fondo ci sei già stato comodo sul divano, sai che si sta bene. Vuoi andare per una strada che non conosci? Ma sei pazzo, è pericoloso!"
Ma sapevo che era una bugia. Avevo allenato il mio cervello a comprendere quando si mente da solo. Sapevo che se rimanevo in quella comfort zone non ne sarei mai uscito. Che avrei continuato a costruire il sogno di qualcun altro raccontandomi che stavo costruendo il mio.
Dalla Lettera 04 — Settimana 4 di 54 — La felicità è un'abitudine
Settimana 4 di 54 — La felicità è un'abitudine
La felicità non è un traguardo. È un'abitudine.
Dalla Lettera 06 — Settimana 6 di 54 — La mente scimmia
Un familiare che ti ha convinto ripetendoti sempre la stessa cosa, e tu hai finito per crederci.