Il pattern dell'abbandono e' lo schema invisibile in cui una persona inizia qualcosa con entusiasmo, incontra la resistenza naturale del processo, e molla — convincendosi che il problema fosse l'obiettivo e non la sua relazione con la fatica. Stefano lo identifica come uno dei meccanismi piu' distruttivi nella crescita personale: non il fallimento, ma l'interruzione sistematica al primo segnale di difficolta'. Chi lo riconosce smette di cercare la cosa giusta e inizia a fare le cose fino in fondo.
Cosa dice Stefano su il pattern dell'abbandono
Dalla Lettera 01 — Ci risiamo
Una notte, lo scrissi in un hotel, in un paese che nemmeno ricordo, su un quaderno che non ha mai letto nessuno: “Non ne ho mai sbagliata una. Ma non ho mai perseguito. Ho sempre atteso un risultato facile per poi mollare come un coglione.”
Ti dico solo che a un certo punto ho smesso di scendere dall'onda. Non perche' fossi diventato un altro. Perche' avevo visto e capito lo schema.
Dalla Lettera 03 — Il prezzo che nessuno vuole pagare
Il cervello non lo capisce. Il cervello vede solo oggi. Vede solo il dolore immediato da evitare. Non vede che quel dolore rimandato ti cambia il corpo, ti rende acido, ti tiene col broncio a ripetere "a me non accade mai nulla di fortunato."
Ti sto dicendo di smettere di credere alle bugie che ti racconti quando devi scegliere.
Dalla Lettera 04 — Settimana 4 di 54 — La felicità è un'abitudine
Ma la verità è diversa. La felicità non è avere quello che vuoi. È smettere di pensare che ti manchi qualcosa.
E la buona notizia? Non ne hai bisogno. Perché tutto quello che ti serve è già dentro di te. Devi solo smettere di cercarlo fuori.
Dalla Lettera 06 — Settimana 6 di 54 — La mente scimmia
L'alcol. Le sostanze. Le notti che non finivano. Le persone che non rivedevo. Il lavoro fino alle quattro del mattino. Le città. I voli. Comprare cose. Smettere di comprare cose. Le diete. La palestra. Gli amori sbagliati. Gli sport. Le idee imprenditoriali nuove ogni quindici giorni.
Poi tornava più forte. Il rumore è diventato una costante, i tentativi per farlo smettere infiniti, e gli errori iniziavano a pesare.