Il cervello non vuole che tu sia felice. Vuole che tu sopravviva. Questa e' la distinzione fondamentale che Stefano ripete nelle sue lettere: ogni volta che senti la voce interna che ti dice "non sei pronto", "e' troppo rischioso", "aspetta ancora un po'", stai ascoltando un organo programmato per la sopravvivenza, non per la realizzazione. Il cervello mente quando ti dice che stare fermo e' la scelta sicura, perche' la vera minaccia e' smettere di crescere.
Cosa dice Stefano su quando il cervello mente
Dalla Lettera 01 — Ci risiamo
Non e' pensato per te, in realta' non e' pensato per nessuno. Scrivo questo genere di cose da anni, in posti dove nessuno mi conosce, a tavoli dove nessuno si siede con me, in citta' che cambio prima di poterle chiamare casa.
Dalla Lettera 02 — Scegliere chi essere
E quando inizi a scegliere i tuoi comportamenti, deliberatamente, uno alla volta, succede qualcosa di inaspettato. Quei nuovi comportamenti creano una nuova identita'. E quella nuova identita' crea una nuova realta'. E quella nuova realta' crea una nuova vita.
E non c'e' fallimento piu' grande di quello che si prova verso se stessi. Nel proprio io, nella propria mente, nel proprio silenzio.
Dalla Lettera 03 — Il prezzo che nessuno vuole pagare
Il cervello mente. Il cervello vuole sopravvivere, non crescere.
Il cervello è programmato per scegliere sempre la seconda. Per allontanare il dolore. Per evitare il conflitto immediato. Per sopravvivere, non per crescere.
Dalla Lettera 04 — Settimana 4 di 54 — La felicità è un'abitudine
Allora ho capito una cosa che ha cambiato tutto: non ero infelice per quello che mi mancava. Ero infelice per come funzionava la mia mente.
La mente è un muscolo. E come ogni muscolo, può essere allenata.
Dalla Lettera 05 — Settimana 5 di 54 — Il vero cancro
C'è una cosa che ho letto recentemente e che mi ha tolto il fiato. Nel 2009 un gruppo di ricercatori giapponesi ha messo delle persone in una macchina per la risonanza magnetica e gli ha mostrato la vita di altre persone più capaci di loro. Il risultato è stato che la parte del cervello che si attivava era la stessa che si attiva quando ti fai male fisicamente. La corteccia cingolata anteriore.
Nel 1954 uno psicologo americano, Leon Festinger, l'ha messo nero su bianco con un esperimento semplice: quando non abbiamo metri oggettivi per capire dove stiamo, chi siamo, cosa valiamo, cosa è normale, usiamo gli altri come bussola. È così che la specie ha imparato a sopravvivere.
Dalla Lettera 06 — Settimana 6 di 54 — La mente scimmia
Una mente che salta da un ramo all'altro e mentre salta urla.
I buddhisti la chiamano kapicitta. Mente di scimmia.