Chi sei davvero, oltre le maschere? 54 e' un viaggio nell'identita' — quella che costruisci, quella che perdi, quella che scegli di diventare.
Dalla Lettera 01 — Ci risiamo
E non e' ansia ne' paura. E' quella certezza silenziosa di non essere nel posto giusto ovunque tu sia. Che qualunque cosa tu abbia fatto, non e' abbastanza. Che esista una versione di te che non hai ancora raggiunto, e che forse non raggiungerai mai.
Non rispetto a qualcun altro, ma rispetto a quello che senti di poter essere. Questa distanza non si colma, non con il lavoro, non con i soldi, figuriamoci con le citta'. Non si colma con niente.
Era “l'inizio” la droga. Quella sensazione di novita' e magia di poter essere o arrivare ovunque si voglia. Un'evoluzione che ancora non capivo il segnale di uscita, di fuga.
Dalla Lettera 02 — Scegliere chi essere
Quella tensione che senti nel petto, quella che non sai come chiamare, quella di cui ho parlato nella prima lettera, non e' stress. Non e' ansia. E' la distanza tra chi sei e chi fingi di essere. E piu' quella distanza cresce, piu' il rumore che produce diventa forte.
E io di colpi ne ho presi. Tredici anni di colpi travestiti da inizi. Ma non mi hanno fermato. Mi hanno insegnato una cosa, il segreto non e' sapere chi sei. E' scegliere chi vuoi diventare.
Se elimini tutto, le abitudini che non hai scelto, le convinzioni che hai accettato in blocco, la tensione di essere chi pensi di dover essere e concentri la tua energia su cio' che vuoi davvero, diventi energia. E dove incanalarla lo scegli solo tu.
Dalla Lettera 03 — Il prezzo che nessuno vuole pagare
La scorsa settimana ti ho parlato di scegliere chi essere. Di comportamenti deliberati. Di nuove abitudini che creano nuova identità.
E ogni volta che sceglierai quella strada, ti sveglierai sei mesi dopo nello stesso posto di prima. Con la stessa fame. Con la stessa distanza da quello che vuoi diventare.
Ogni risultato che valeva la pena raggiungere richiedeva di fare cose che non avevo voglia di fare. Richiedeva di diventare qualcuno che non ero ancora.
Dalla Lettera 04 — Settimana 4 di 54 — La felicità è un'abitudine
Quando sei solo, riaffiorano i ricordi. Quella persona. Quell'opportunità persa. Quel gesto che non hai fatto. E il cervello ti dice che dovresti essere triste.
Non quella dei post motivazionali. Non quella dei "5 passi per essere felice." Non quella che ti vendono nei corsi online.
Per anni ho pensato che sarei stato felice quando. Quando avrei avuto abbastanza soldi. Quando avrei avuto l'azienda giusta. Quando avrei trovato la persona giusta. Quando avrei raggiunto il posto giusto.
Dalla Lettera 05 — Settimana 5 di 54 — Il vero cancro
Non perché siano più motivate. Perché iniziano a sentire quella versione futura come una persona vera e con cui hanno un debito.
Seconda fase: ti ruba il tempo di costruire una vita davvero tua. Perché ogni minuto speso a misurarti con qualcun altro è un minuto rubato a chi devi diventare.
Ed è così che quelle informazioni passano da essere informazioni a percorsi da seguire. Da conoscenze ad azioni pratiche che ti guidano nella tua versione futura. Ed è così che la sofferenza si trasforma in una mappa che ti dà un grande vantaggio sul percorso.
Dalla Lettera 06 — Settimana 6 di 54 — La mente scimmia
E vuoi che non inizi davvero ad essere felice ogni giorno, e quella felicità non ti porti a vivere la vita che vuoi vivere?
Io personalmente negli anni ho provato a farlo tacere in tutti i modi.
La verità è che personalmente non stavo provando a spegnerlo. Stavo provando a riempirlo. E quello che riempi deve traboccare, prima o poi.